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Ciondolo guantone da boxe in argento

Ciondolo Guantone Boxe in bronzo o argento

59,0089,00

Disponibilità: 5 disponibile
  • Ciondolo guantone da boxe in bronzo (10,20 gr), contromaglia, catenina e chiusura in argento 925% (5,50 gr)
  • Ciondolo guantone da boxe, catenina e chiusura in argento rodiato 925% (17,02 gr).

Dimensioni: catenina: 490 mm

Dimensioni ciondolo: 15x27x12 mm

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Descrizione

Il ciondolo guantone da boxe è stato realizzato in cera limabile. Sono state utilizzate frese, lime e bulini a punta fina per ottenere la forma. Con una fresa a palla è stato scavato l’interno per alleggerire la struttura il più possibile. I lacci del guantone sono stati realizzati a mano con fili di cera modellabili. Tramite un processo di microfusione è stato portato il ciondolo da cera a metallo ed è stato, poi, rifinito con lime e frese. Per chiudere il ciondolo sulla parte superiore è stata saldata una lastra a mo’ di tappo. Quindi, è stata presa una cerniera d’argento (semilavorato industriale) per ricavarne la maglia da saldare al ciondolo. Il tutto quindi è stato posto nell’acido per rimuovere l’ossido formatosi con la fiamma del saldatore. E’ stato poi rifinito ulteriormente con lime, frese e carte abrasive (dalla più grossa alla più fine) per togliere ogni possibile imperfezione presente. Quindi è passato alla lucidatrice, prima con spazzola in crine e pasta gialla a velocità minima (per togliere gli ultimi graffi rimasti) e a velocità massima (per rifinire il tutto), e dopo con la spazzola in cotone morbido e rossetto (ossido di ferro), prima a velocità minima e poi a velocità massima. Messo a lavare in acqua calda e sapone per gioielli (nell’ultrasuoni, macchinario che grazie alle scariche di ultrasuoni lava accuratamente l’oggetto) è stato quindi fatto asciugare ricoprendolo con sabbia specifica. In ultimo il ciondolo è stato assemblato con la catenina e la chiusura.

Ciondolo guantone da boxe

Erano gli anni ’50 quando, poco più di due ragazzini, mio padre e suo fratello, decisero di iscriversi presso la palestra di un comune vicino al loro, per fare pugilato. Mio padre risultò particolarmente dotato; era forte e scaltro, veloce e temerario ma, più di ogni altra cosa, era appassionato. Quando arrivò ad essere un peso gallo (una categoria di peso usata nel pugilato dilettantistico) mio nonno gli impose di smettere; all’epoca non si osava dubitare ne, tanto meno, mettere in discussione l’autorità genitoriale, per cui mio padre, anche se a malincuore, lasciò la palestra ed i suoi sogni di gloria …. ma non la passione, a quella non rinunciò; ancora piccolo, di notte scivolava fuori dal letto e da casa per andare a fare a pugni con gli amici; una volta cresciuto, partiva per assistere a quanti più combattimenti dal vero che poteva o si svegliava in piena notte per guardarli in tv …… ancora lo ricordo seduto davanti allo schermo che schivava i colpi di quei grandi pugili come se fosse anche lui lì sul ring!
L’idea di ricreare un guantone da pugile dunque la devo a lui e a quella passione che l’ha sempre animato.
Ancora oggi i pugili di cui si parla sono, a mio parere, tra i più grandi mai esistiti; per fare alcuni esempi nominerò Cassius Clay, che dopo una serie di eventi ha cambiato nome in Muhammad Alì, George Foreman e Mike Tyson. La visibilità del pugilato negli anni purtroppo è andata attenuandosi rispetto ad un tempo, quando si aveva maggiormente la possibilità di assistere a combattimenti di fighters di grande rilievo (come quelli citati prima); per chi poi ne è amante (come anche la mia apprendista) il pugilato va oltre il semplici susseguirsi di pugni e di gente che sbraccia; chi è appassionato vede molto più di al di là del “nome”: vede la persona.
All’inizio le mani dei pugili venivano semplicemente fasciate per evitare danni ingenti al volto e al corpo; comportando notevole dolore e la possibilità di prendere diverse infezioni fu concepito il guanto da boxe che proteggeva le mani dei pugili dalle frequenti fratture a cui andavano incontro, in particolar modo colpendo la fronte dell’avversario a mano nuda; con il guanto la mano, infatti, durante un colpo rimaneva “fissa” ed evitava quindi movimenti bruschi e possibile fratture del polso.
Il guantone che ho ricreato spero inglobi in se tutti i più elevati valori che un uomo può incarnare e che questo sport in qualche modo racchiude e riassume. Si dice sempre che praticare lo sport fa bene all’anima e al corpo ed è per questo che sin da piccoli siamo spronati a praticarne uno. Bene, secondo me il pugilato è lo sport che più eleva lo spirito di una persona.
Il guantone in bronzo, in particolare, è nato come forma di rispetto verso tutti quei pugili che si sono susseguiti negli anni e che hanno scritto un pezzo di storia sportiva; grazie al colore del metallo, infatti, questo gioiello assume l’aspetto di quel primo salvifico guantone in pelle, evidenziando come la nascita di uno sport divenuto glorioso è stata possibile anche grazie alla pazienza, al “sudore della fronte”, alle numerose ore di allenamento, alle lacrime e alla forza di grandi uomini.
Il ciondolo guantone da boxe è stato poi ripetuto in argento, su richiesta e interagendo con un cliente amante dello sport; ricordo che l’esigenza di un metallo “più puro” rispetto al bronzo, da parte sua, era connesso al desiderio che chiunque lo vedesse ne rimanesse affascinato e incuriosito, era convinto che usando l’argento la bellezza del pezzo sarebbe risaltata maggiormente; voleva fosse una sorta di “guantone solenne” in grado di innalzare la lealtà, il coraggio e la forza interiore, alcune delle qualità che un vero pugile possiede.

Ulteriori informazioni

Materiale

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