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Rosario in argento e pietre di onice

Rosario in argento da indossare

169,00

Disponibilità: disponibile

Rosario in argento 925% (5, 64 gr) e pietre onice (taglio salomite).

Lunghezza: standard

Dimensioni croce annessa: 20x4x25 mm

Descrizione

Rosario in argento da indossare assemblato al banchetto. E’ stata fatta una piccola fusione d’argento alla forgia ed il risultato poi portato alla trafila manuale e tirato a filo da 0,40 mm. Una volta rifinito l’elemento decorativo, ossia la croce, con carte abrasive (dalla grana più grossa alla grana più fine) è stato lucidato, prima con la spazzola in crine e la pasta gialla (a velocità minima per togliere gli ultimi graffi rimasti e a velocità massima per rifinire il tutto) ed in seguito con la spazzola in cotone morbido ed il rossetto, ossia ossido di ferro (a velocità minima e a velocità massima). Una volta lucidato è stato lavato con acqua calda e sapone per gioielli (nell’ultrasuoni, macchinario che con scariche di ultrasuoni lava accuratamente l’oggetto) e fatto asciugare ricoprendolo con sabbia specifica. Tagliata la catenina d’argento in tanti segmenti, il rosario è stato assemblato realizzando delle ammagliature tra questi segmenti di catenina e le pietre, utilizzando i fili precedentemente fatti. Infine la croce è stata di nuovo rifinita con i gommini per togliere eventuali spigoli.

Rosario in argento da indossare

All’origine del Rosario vi sono i 150 Salmi di Davide che si recitavano nei monasteri. All’interno di questi centri religiosi, i monaci, ripetevano ogni volta tutti i Salmi, che durante il loro percorso sacerdotale, finivano per imparare a memoria. Al di fuori dei monasteri, però, risultava difficile far imparare tutto a memoria ai seguaci laici, così, verso l’850, un monaco irlandese suggerì di recitare, al posto dei Salmi, 150 Padre Nostro. Per contare le preghiere, i fedeli avevano vari metodi, tra cui quello di portare con sé 150 sassolini; ben presto però si passò all’uso delle cordicelle con 50 o 150 nodi. Nel XIII secolo i monaci cistercensi svilupparono una nuova forma di preghiera che chiamarono Rosario, perché lo strumento usato per contare le litanie era comparabile ad una corona di rose mistiche donate alla Madonna. Questa devozione fu resa popolare da San Domenico, che nel 1214, durante un’apparizione, ricevette il primo rosario della Vergine Maria come strumento per l’aiuto dei cristiani contro le eresie.
Santa Madre Teresa di Calcutta diceva

“Aggrappatevi al rosario come l’edera si attacca all’albero, perché senza la Vergine non possiamo reggerci in piedi”

Se l’origine di questo monile si può dunque ricondurre all’esigenza di preghiera dei fedeli, ai nostri giorni si veste più per scopi ornamentali che per vera devozione. Come spesso accade, però, vi è un’eccezione che va a confermare la regola ed il è proprio il caso dell’amico cliente che ha commissionato questa mia creazione. Con un passato difficile alle spalle, quello che cercava era un monile unico, realizzato a mano e non pezzo “in serie” che sarebbe risultato impersonale e freddo. Ha scelto personalmente le pietre e la forma del crocefisso e questa è la ragione per cui il rosario in argento da indossare è stato completamente assemblato a mano. Il risultato finale è questo gioiello mistico, un rosario da indossare, al quale chiunque potrà aggrapparsi per pregare o anche solo, come nel caso del mio amico, per tenere stretti tutti i ricordi più cari e intoccabili.


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