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Bracciale Con Scudo Romano

Bracciale con scudo romano

33,00

Disponibilità: 5 disponibile

Bracciale con scudo romano in bronzo (1,30 gr), inserti e chiusura in argento 925% (2,25 gr), cordella cerata nera, gommini e smalto in resina bordeaux.

Misura bracciale: 170 a 210 mm

Dimensione ciondolo: 12x19x5 mm

5 disponibili

Descrizione

Bracciale con scudo romano prototipato a mano con lastre e fili in cera. E’ stata ricavata la forma dello scudo desiderato, poi con la fiamma della spiritiera ed uno specillo un po’ di cera è stata riscaldata per poterla modellare e formare i dettagli in rilievo. Sono stati ricavati dalla cera con lime e frese i terminali e i freni. Attraverso un processo di microfusione, quindi, i componenti sono stati realizzati nel metallo richiesto, e sottoposti a rifinitura totale sempre con l’aiuto di frese, lime e carte abrasive (dalla grana più grossa alla più fine) per togliere ogni imperfezione. E’ stato passato alla lucidatrice prima con spazzola in crine e pasta gialla a velocità minima (per togliere gli ultimi graffi rimasti) e poi a velocità massima (per rifinire il tutto); è stato poi sostituito il crine con la spazzola in cotone morbido e passato di nuovo a lucidare col rossetto (ossido di ferro), prima a velocità minima e poi a velocità massima. Per ciascun pezzo sono stati ripetuti passaggi identici. E’ stato, poi, lavato il tutto in acqua calda e sapone per gioielli (nell’ultrasuoni, macchinario che con scariche di ultrasuoni lava accuratamente l’oggetto) e fatto asciugare immergendo in sabbia specifica. I componenti in argento sono stati sottoposti a rodiatura (bagno galvanico) e lo scudo è stato smaltato e fatto asciugare per diverse ore. Il bracciale, infine, è stato assemblato con la cordella cerata fermata da freni con gommini, i terminali e la chiusura in argento.

Scudo romano: significato del ciondolo presente nel bracciale

L’ispirazione per i bracciali Roma nascono dal ricordo di un’antica rupe, presso il Campidoglio, le cui storie e le cui leggende mi hanno sempre incuriosito molto.
Dopo il ratto delle Sabine il popolo dei Sabini mosse in armi contro Roma; l’inutilità di un lungo assedio però fece loro capire che sarebbe stato impossibile prendere la città con la forza; mentre pensavano ad un tranello incontrarono presso una fonte a prendere l’acqua una giovane vestale, Tarpeia figlia del guardiano della rocca del Campidoglio, Spurio Tarpeio. Tarpeia ingolosita dai preziosi bracciali che i Sabini portavano al braccio sinistro, scelse di venire a patti con il loro re; in cambio di ciò che avevano al braccio sinistro accettò di aprire di nascosto agli invasori le porte della città …. L’accordo era così raggiunto. La fanciulla quindi si diresse verso le porte della città e bramosa di avere tutta per sé quelle ricchezze, le aprì incautamente ed i Sabini poterono entrare senza sforzi. Una volta conquistato il Campidoglio si incontrarono di nuovo e la giovane reclamò la sua ricompensa …. che non tardò ad arrivare ….. i Sabini furono di parola, anzi lo furono fin troppo, si sfilarono e le gettarono addosso tutto ciò che avevano al braccio sinistro, i preziosi monili si, ma insieme a questi anche i loro possenti scudi di bronzo, fino a schiacciarla sotto il loro peso enorme. Venne quindi gettata dalla rupe del Campidoglio, che da quel giorno prese il suo nome; la medesima sorte poi toccò al padre Spurio che venne accusato di tradimento. Infatti dalla rupe Tarpea, che pare fosse posizionata sul lato meridionale della rocca del Campidoglio, venivano gettati nel foro sottostante i traditori e chiunque fosse stato condannato a morte, simbolicamente espulsi dall’urbe; la stessa fine toccava anche a coloro che si rifiutavano di testimoniare, visto che l’unica forma di contratto esistente era quella orale. L’usanza di giustiziare i condannati dalla rupe resistette fino al I secolo dopo Cristo.

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